COSTITUZIONE ATTIVA E INDIFFERENZA

Salve a tutti.

In questo post vorrei parlarvi della Costituzione italiana. Un pò tutti, chi più chi meno (anche chi molto meno) la conosciamo, anche se molti in realtà non hanno ben chiaro che non ci sono solo diritti, anche se non lo vedono. Nella Costituzione ci sono anche dei doveri del cittadino, ma questi non piacciono a molti. Per tutti la costituzione è una mera carta che dà solo diritti su diritti.

Ma benché dia diritti, i cittadini fanno valere solo i diritti che più desiderano. Non altri. Non fanno valere tutti i diritti perché semplicemente a molti, determinati diritti non interessano. La nostra Costituzione, esprime un concetto di attività: ogni cittadino deve essere attivo nel sistema e far si che oltre ovviamente ad adempiere ai doveri, tra cui quello civico che è il voto (e che molti non adempiono più perché tanto non cambia nulla), ci siano dei diritti che vanno fatti esercitati oltre a quelli inviolabili.

La Costituzione si basa dunque sull’attività giuridica del cittadino, concedendogli una libertà enorme per quanto riguarda il concetto di espressione e tutela del proprio essere. Bisogna “lottare” e far valere i nostri diritti là dove la nostra carta li riconosce ma non vengano tutelati da terzi. A volte dobbiamo ricorrere a tribunali, a volte ad una “semplice” mediazione. I cittadini hanno totale potere di azione in questo senso: tutti gli strumenti sono messi a disposizione del cittadino e in base al contenzioso che si viene a creare, il cittadino ha varie forme di tutela.

Abbiamo anche denunce, querele, segnalazioni, il cittadino ha posti, come le caserme o palazzi di giustizia dove ricorrere per adempiere alla propria tutela. La Costituzione riconosce e dà al cittadino la piena espressione delle proprie libertà, facendo si che questo sia attivo e tuteli i propri diritti.

Mi raccomando, siate sempre partecipi a ciò che vi sta intorno, torniamo ad essere attivi; un popolo che si batte per l’attuazione dunque anche per il riconoscimento dei propri diritti, che a volte purtroppo, ci vengono calpestati e non riconosciuti. Siamo più responsabili dei nostri poteri, riconosciuti da anni ormai, documentandoci prima se è il caso di agire o meno e facendolo nelle sedi opportune, ricordandosi anche però, di avere dei doveri da compiere. Facciamo riconoscere i nostri diritti nei confronti di chiunque, anche verso lo Stato se necessario. Non voltiamoci sempre dall altro lato lasciando correre le cose, perché noi siamo lo Stato, ognuno di noi, con i propri diritti e doveri, con la nostra capacità di acquisto, con i nostri soldi, con le nostre proprietà, formiamo uno Stato intero, e non dobbiamo aver paura di mostrarci forti e risoluti nell’esercitare ciò che la legge ci riconosce.

Ritroviamo un’unità italiana, ritroviamoci solidali con il prossimo, aiutiamo dove serve, siamo tutti uguali e sulla stessa barca. Parliamo col vicino di casa, stringiamo relazioni e rapporti e restiamo uniti senza fare più distinzioni sciocche tra nord e sud. Evitiamo di ritrovarci negli stereotipi stupidi: uomo, donna etero o no, destra, sinistra. Bisogna avere un’identità e rispettare sempre quella altrui e nel farlo però ricordiamoci di essere tutti uguali di fronte la legge e che non bisogna discriminare nessuno e far valere in egual modo i diritti nel tutelare gli interessi di ognuno di noi.

Saluti!

SOGNI DI UNA DOMENICA DI FINE ESTATE

Buongiorno a tutti!

In questa domenica di fine estate, riflettevo su ciò che desidero. Poi il mio pensiero si è espanso, andando a riflettere sul fatto che chiunque di noi nella vita desidera qualcosa. Ma cosa?

C’è tanta gente che nella vita desidera tante cose, svariate in realtà.

Chi, materialmente parlando, desidera uno yacht e sogna in grande, chi desidera anche una villa e quindi un pò di ricchezza così da stare tranquillo economicamente. Chi invece pensa più in piccolo e preferirebbe avere solo una macchina nuova. Chi invece una casetta. Insomma, ci sono tantissimi desideri nell’animo delle persone.

Quindi c’è una distinzione che facciamo, ovviamente tralasciando chi desidera cose non materiali, come per esempio la salute o la felicità, ma questo è un altro tipo di desiderio e credo che chiunque con un pò di senno desidera la salute al primo posto insieme alla felicità e poi tutto il resto.

Io nel mio piccolo, premessi i desideri non materiali poco fa accennati, desidero un mio spazio, precisamente uno studio dove poter mettere una grandissima libreria, piena zeppa di libri catalogati per autore, dove troveranno posto tutti gli autori, a partire dai più importanti padri dei generi, e sicuramente farei una ricerca di libri introvabili da poter mettere nella mia libreria. Ovviamente l’idea iniziale è quella di aver letto ogni libro di narrativa che metterò nella libreria.

Quindi una libreria in piena espansione, un posto magico dove poter trovare qualunque libro. In questa libreria, con il tempo mi piacerà metterci anche libri universitari, libri di ogni genere in generale e perché no, anche i rotocalchi.

Fare dunque un posto di estrema vasta cultura che vada a creare anche una certa storicità negli anni.

Uno studio dicevo, che oltre ad una libreria immensa che cresce col tempo, avrà anche una scrivania con una poltrona e una abat-jour classica. Su questa scrivania poi troveranno posto anche le penne stilografiche che serviranno per redarre eventuali documenti.

Dulcis in fundo, tutta la vita la passerei ad ampliare questa libreria. E quando arriverà la mia ora, lasciare questa missione ad un mio futuro figlio o a chi amo e che so che se ne prenderà cura, per continuare questa idea.

E chi lo sa, forse nel tempo, mi converrà poi trasformare questa libreria in una grandissima biblioteca che sarà un punto di riferimento nella mia città proprio per la sua vastità di contenuti.

Piano piano si fece Roma dunque piano piano si creerà la mia libreria.

La cultura, i libri, la lettura, la cancelleria, l’istruzione è qualcosa che mi ha sempre affascinato.

Questo è il mio sogno più grande.

Qual è il vostro sogno materiale più grande?

Buona domenica a tutti!

MA LA “RES PUBLICA” E’ UN CONCETTO DI SINISTRA?

Salve a tutti,

oggi volevo parlarvi di questa mia piccola riflessione.

Pensando – specialmente da quando è venuta a mancare la regina Elisabetta II – alla nostra repubblica e facendomi due domande a riguardo, più che altro riflettendo sulla natura della repubblica, mi sono chiesto se, come da titolo, questa nostra repubblica sia un concetto di sinistra.

La repubblica, ovvero la cosa pubblica, tutela chiunque e dà diritti e anche doveri, ma sempre mettendo tutti sullo stesso piano. Un concetto assai nobile che però si scontra con la destra, che è più meritocratica; concettualmente, solo chi merita di andare avanti va avanti, il resto della società è come ben dire, rilasciato indietro anche ingiustamente.

Certo che per applicare determinati diritti c’è bisogno di soldi, altrimenti non è possibile attuare alcune possibilità, ma il diritto esiste. Trovare soldi può essere invece la parte meritocratica del vivere in questa nostra società. Quindi riflettendo, da una parte abbiamo un sistema di destra meritocratico per quanto riguarda il lavoro, il trovarselo e saperselo tenere, e l’altra è sociale, ovvero diritti riconosciuti a tutti.

Questo è un grande spunto su cui riflettere in effetti, cosa non da poco. Siamo quindi forse, intrappolati al centro, ovvero tra destra e sinistra?

E voi, cosa ne pensate?

NUOVI SCENARI

Negli ultimi mesi sono successe tante cose, che ci hanno dato modo di esprimere opinioni.

La morte della regina Elisabetta II e la successione del figlio Carlo, divenuto Carlo III anche se non è stata ancora fatta la cerimonia di incoronazione. Tornando in Italia invece, abbiamo avuto le votazioni e ha vinto Giorgia Meloni del centro destra.

Tanti le stanno dando appellativi, anche giornali esteri come fascista, che siamo tornati nel 1922, ecc. Secondo me tanti giovani stanno esagerando, non sapendo neanche come si stava realmente una volta e parlando a sproposito.

Ormai ci tocca stare a guardare quello che succederà, e che ministri metterà.

Voi cosa ne pensate?

GIOVANI E POLITICA

Salve a tutti!

Vorrei parlarvi di questo argomento che proprio nella giornata odierna mi è capitato di scoprire.

Sarà che parlando ho beccato gente poco informata, sicuramente non saranno tutti così, ma ho scoperto che ragazzi sulla fascia d’età dai 20 a i 30 anni (ovviamente non tutti ma una fetta) non sanno assolutamente niente della politica del loro paese.

Questi giovani hanno una disinformazione assoluta. Non sanno chi sono i politici, i capi partito e qual è il panorama politico della loro nazione. Non sanno chi è di destra e chi di sinistra. Non sanno i programmi elettorali e non hanno una minima voglia di interessarsene.

Il loro discorso riguarda il timbro: il loro unico scopo è farsi mettere il timbro giusto per non avere poi problemi a livello lavorativo. Io non ho davvero parole. Sono sbalordito. Io non mi interesso di politica, nel senso che non sono uno che ne parla, ma come altri argomenti ascolto per rimanere informato. I ragazzi che ho incontrato, non sanno assolutamente niente.

Certo la colpa si può trovare in altre cause, forse una di queste è quella che i cittadini sanno che tanto chiunque voteranno, il loro voto non sarà mai così utile come vorrebbero. Non ci credono. In generale, si cerca di votare sempre “il meno peggio”, pensando che ci sia un meno peggio.

Sento di discorsi aleatori, vaghi, boh, chi lo sa. Davvero molto triste sapere e vedere che i giovani d’oggi non sanno niente. Una parte degli italiani, non si interessa della politica. Queste persone potrebbero dare qualunque giustificazione per questo comportamento, ma io rimango dell’opinione che l’unica differenza si può fare davvero, solo se si va a votare.

Saluti.

CREDETE O NO NELL’ESISTENZA DEI FANTASMI?

Salve a tutti! Nuovo argomento! Un pò delicato per la verità.

Un dibattito questo che va avanti da tantissimi anni, che spacca l’umana esistenza tra coloro che ci credono e chi no.

Persone convinte, vuoi per cultura vuoi per superstizione, vuoi per fede, a credere ad un mondo e ad entità che sono dall’altra parte del confine della vita e che a volte ci vengono a trovare in vari modi.

Altre persone invece convinte dell’esatto contrario; non credono in una qualsiasi forma di vita oltre la morte, che non sanno giustamente e quindi non vogliono credere. Persone che di solito non credono neanche in un dio, ma che sono molto “realistiche” basandosi su ciò che dice la scienza. Piuttosto credono solo da un punto di vista scientifico.

Io per quanto mi riguarda, non mi sento di condannare ne una categoria ne l’altra.

Penso che noi siamo tutti dei pezzettini che vanno a comporre un puzzle più grande, chiamato vita. Ognuno di noi quindi non può totalmente sapere tutto nel corso della propria esistenza, quindi nessuno può dire “io so” su ogni cosa. Dal momento che mi reputo abbastanza saggio, o anche semplicemente ingenuo, io non credo affatto che delle entità non esistano. Penso invece che esistano eccome! E non sono nessuno io per poter dire “no non esistono” o “si esistono”. Nel dubbio, mi tengo aperta questa possibilità, perché come ripeto, la vita è talmente “particolare” e bellissima che non si può mai dire fino in fondo. Esistono tante cose strane e a cui la stessa scienza non sa dare una spiegazione. Bisogna prenderne atto e non farne un dramma. Questi punti interrogativi rendono la vita così straordinariamente speciale.

Se vogliamo, per lo stesso motivo potrei aggiungerci anche gli alieni. Credo negli alieni? Si. In una galassia, e nell’universo così immenso, non penso proprio noi siamo soli. Da qualche parte, che forse ancora non sappiamo (o che sappiamo!) ci saranno stati requisiti ideali oltre la terra dove la vita si è resa possibile. E non per forza deve essere un alieno, ma potrebbe essere anche una specie di fiore che sulla terra non esiste.

E voi, cosa pensate di questo argomento? Ci credete o no?

Saluti!

RAGAZZI SOTTO PAGATI E LAVORO

Salve a tutti!

Oggi parlando con una persona è uscito il discorso lavoro e giovani, di come questi siano svogliati e di come siano anche sotto pagati. Tutto giusto ad onor del vero, ma bisogna fare delle belle distinzioni. La persona con cui parlavo insisteva sul fatto che i giovani vengono sotto pagati e basta. Anche le persone in genere, che siano uomini adulti, donne e sia ragazzi.

Mi poneva la domanda: Per quale motivo un giovane o un uomo debba andare a lavorare sotto pagato? Perché nei contratti (se li fanno) ti assumono per un part time ma poi lavori come un full senza retribuzione adeguata? Fanno bene i ragazzi a non andare a lavoro.”

Io ho risposto dicendo che effettivamente aveva ragione e che se il contratto c’era, doveva essere rispettato da entrambe le parti in egual modo. Però le ho detto anche di non generalizzare. Non cadiamo nella trappola di fare tutta un’erba un fascio, ma bisogna vedere caso per caso.

Premetto che andare a lavorare sotto pagati non è giusto. Non dovrebbe essere così. Ma le ho anche detto che, come ripeto, ci sono casi e casi:

Prendiamo il padre di famiglia che vuole fare sacrifici; lo stipendio sotto pagato non è giusto per due motivi: è anche vero che il padre di famiglia ha sia una famiglia da mantenere sia l’esperienza dalla sua parte, che lo pone in una situazione di emergenza più elevata. Questa persona ha tutti i diritti di pretendere che il contratto sia rispettato e denunciare nel caso, chi lo sotto paga.

Caso diverso è il ragazzetto: anche se uscito dall’Università, ma che non ha ne arte ne parte, che pretende di non farsi il mazzo, e crede che il mondo del lavoro sia a sua completa disposizione. Specialmente in Italia poi, figuriamoci. Perché in possesso di una laurea non si sbatte a lavorare ai fast food o come cameriere, o anche fare stage non pagati per fare esperienza. Però pretende di lavorare dietro una scrivania di punto in bianco, senza neanche fare gavetta in un’azienda. Ovviamente anche il ragazzo se pagato, deve essere pagato adeguatamente, questo è ovvio. Ma è anche vero, quello che cercavo di far capire al mio interlocutore che a volte, questi ragazzi viziati, non si sbattono a fare niente perché nella loro mentalità gli è tutto dovuto.

L’educazione parte dalla famiglia. Purtroppo è un cattivo modo di approcciarsi alla vita questo in generale. Molte volte le stesse famiglie coprono questi ragazzi, dicendo loro di non andare a lavorare per 600 euro, perché glieli danno loro ed è meglio. Ma non è meglio un cacchio! Quei 600 euro non vanno visti solo come soldi. Quei 600 euro sono l’esperienza che tu fai, il tuo farti conoscere, il tuo farti brillare. Siamo o no in un paese meritocratico?

Devi fare esperienza, qualsiasi. Appena usciti da scuola o dall’Università, non si ha per niente esperienza. Non si sa nulla di come funziona davvero il mondo del lavoro. Dove si va senza niente? Appena usciti da scuola bisogna darsi da fare, cercare di fare esperienze varie in un settore o in altri. Crescere professionalmente e personalmente. E poi puntare al lavoro buono. Le cose vanno fatte gradualmente nella vita, scalino dopo scalino.

Quindi non difendiamo a tutti i costi questi giovani lavativi. Facessero altri corsi dopo la laurea o il diploma, facessero esperienza in altre aziende prima di dire “Io voglio” . Distinguiamo chi umilmente si dà da fare e chi pretende.

Un saluto a tutti.

IL VAIOLO DELLE SCIMMIE

Salve a tutti!

Partiamo con una notizia bomba degli ultimi giorni, ovvero, come da titolo, questo nuovo vaiolo, delle scimmie appunto.

A quanto pare la probabilità di diffusione è molto bassa, e si può prendere con contatti stretti, per esempio rapporti sessuali. La malattia si presenta con lesioni cutanee (vescicole e pustule), febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi.

L’allarmismo non è ancora scattato, benché in Italia ci siano già diversi contagiati tenuti in isolamento e sotto osservazione. Speriamo la cosa passi, senza dover ricorrere ad ulteriori vaccini in futuro.

Un saluto a tutti!

STRAVOLGIAMO LA LINGUA ITALIANA

Salve a tutti!

La lingua italiana, stando all’opinione di molti ragazzi e ragazze, deve essere stravolta. Cercano l’impellente bisogno di dover aggiungere un articolo neutro, per la parità di genere.

Per me è un’esagerazione.

La lingua italiana è così perché ha una storia, lunga secoli di storia. Si evolve da se (anche se io non ammetto l’evoluzione con immissione di termini anglosassoni) e tutto questo putiferio perché?

Per la parità di genere.

Tempo fa vidi la foto di una donna da poco eletta alla carica di ASSESSORE, nella quale si inquadrava con la targhetta sulla porta del suo ufficio con scritto ASSESSORA. La didascalia recitava pressapoco: “La mia prima azione è la battaglia contro la disparità di genere e inizio così!”

Inutile dirvi che sotto la foto si riempì subito di insulti, neanche eletta e già gliene dissero di tutti i colori, accusandoLA di spendere soldi inutilmente e di concentrarsi su cose importanti.

Un’altra battaglia che adesso sta prendendo fortemente piede è quella di poter scegliere di mettere, in Italia, il cognome della madre oltre che a quello del padre. Ci sarà una confusione allucinante è un codice fiscale infinito.

Queste sono pillole di cambiamento grezze, non utili, non di diamante. Non servono a niente. Ci sono questioni più importanti in merito se si vogliono attuare azioni in questo senso, come per esempio la retribuzione lavorativa, i diritti, le pari opportunità!

Ma poi è mai possibile che non ci sia nessuno che combatte questa gente presa dal “cambiamento”? Nessuno che si eregge patriota e lotti contro queste stupidaggini che non fanno altro che dividerci?

Bisogna concentrarsi sulle cose serie!

Un saluto.